di Guido Guerrini
Il 2007 è stato il primo vero anno dell’Amministrazione Polcri. Nel 2006 la coalizione che governa Sansepolcro ha amministrato la città usando un bilancio approvato dal Commissario Prefettizio, con nuovi amministratori che giustamente dovevano ancora “farsi le ossa”. Invece il 2007 è stato un anno dove chi governa ha potuto costruirsi un bilancio, pensare ad una progettazione, individuare precise linee programmatiche per lo sviluppo e la crescita di Sansepolcro. Oggi, nel primo mese del 2008, è possibile dare un primo parziale giudizio al primo anno completo della giunta Polcri. Sia chiaro, il mio giudizio non è sicuramente imparziale ed è viziato dalla mia visione delle cose che spesso è assai lontana da quello della compagine governativa, ma comunque cercherò di argomentare nel modo migliore il mio punto di vista. Tutto comincia nel mese di marzo, negli ultimi giorni. La maggioranza consiliare approva il bilancio di previsione (la finanziaria del comune) proposto dalla giunta esecutiva. La manovra economica consisteva in un innegabile forte aumento delle imposte comunali di circa mezzo milione di euro, contro 150.000 euro di tagli da parte del governo nazionale. Il raddoppio dell’addizionale Irpef e un forte aumento delle tariffe dei servizi a domanda individuale (mense, bus, asilo) sarebbero dovuti servire a rilanciare una forte azione amministrativa per la crescita della città.
Cominciamo dalla cultura, settore che ha beneficiato di parte delle maggiori entrate fiscali del Comune. L’impressione è che spesso si sia erogato contributi improvvisando delle linee guida. Premesso che molte delle iniziative sostenute sono state senza dubbio di valore e che anche grazie alla mostra su Piero la città ha avuto una vitalità maggiore del passato, rimango perplesso nel vedere l’amministrazione indifferente davanti alla morte del circolo di Via Cherubino Alberti nonostante promesse di sostegno alle iniziative organizzate. Anche la mostra, evento ereditato dal passato, poteva vedere la nostra città spendersi per consolidare un forte flusso turistico e non solo sfruttarne l’ondata di piena.
Bene il consolidamento del successo sul Contratto di quartiere (anche qui ereditato dal passato), sul quale tutti possiamo convenire che sia una vittoria dell’intera città. Sugli altri lavori pubblici preoccupa fortemente la strada intrapresa per cercare di avere il secondo ponte sul Tevere in tempo per la prossima tornata delle elezioni amministrative. Presto conosceremo il bando del Project Financing e quindi sapremo quali beni e servizi il Comune intende alienare al soggetto misterioso che verrà a costruirci il ponte. Rimango convinto che con un asta pubblica e una gara d’appalto potevamo avere risultati migliori e nell’interesse della cittadinanza. Sono curioso di capire se tutti i consiglieri di maggioranza sosterranno questo cammino fino in fondo.
Sul campo urbanistico, spesso il Sindaco in conferenze stampa ha tranquillizzato l’opinione pubblica sul fatto che la costruzione del nuovo piano strutturale è a buon punto. L’assessore Innocenti, che saggiamente lavora in silenzio, sa bene che i tempi di approvazione del Piano e di costruzione del Regolamento Urbanistico non sono affatto brevi e che l’unico atto già approvato dal Consiglio Comunale è già oggetto di modifiche da parte di un atto di indirizzo proposto (e per ora ritirato) da parte di una parte della maggioranza.
Non si può non apprezzare il coraggio dell’assessore Mercati, che ha fatto partire con nettezza e autorità la raccolta differenziata nel centro storico. Nel merito il provvedimento è condivisibile, le difficoltà nel mettere in piedi l’operazione che in prospettiva dovrà dare risultati importanti c’è sicuramente stata, un giudizio definitivo lo si potrà dare solamente con dati definitivi in mano e una volta risolti i problemi che hanno visto l’umido raccolto in un periodo, seppure limitato, finire in discarica.
Altro recente tema che ha visto scricchiolii nella maggioranza è il piano del traffico. Questa sorta di sperimentazione, nello specifico anche in parte condivisibile è nata decisamente male. La mancanza di confronto, che nella raccolta porta a porta c’era parzialmente stato, tra amministrazione comunale da una parte e cittadini e lavoratori del centro dall’altra ha partorito una sperimentazione di piano poco compreso dalla gente. La poca comprensione è riscontrabile nell’ampio numero di multe fatte da quando è finito il periodo di tolleranza (dopo l’epifania). Nonostante anche consiglieri di maggioranza hanno dimostrato di non condividere tutte le scelte effettuate, la compagine di governo è andata avanti diritta mettendosi contro i tradizionali alleati commercianti del centro storico.
Guardando al futuro, i prossimi appuntamenti sono legati all’approvazione del bilancio 2008. I tempi con cui la Giunta lo sta partorendo indicano che lo vedremo in Consiglio Comunale oltre la metà di marzo, e già questo infrange la promessa fatta l’anno passato che avremo avuto il bilancio in tempi più brevi per consentire fin da subito una maggiore operatività all’amministrazione. Ho presentato a fine dicembre una mozione per dettare una semplice linea guida all’amministrazione comunale per chiedere l’impegno a non aumentare le imposte comunali se non per adempimenti legislativi dovuti alla finanziaria. Proposta respinta! A questo punto mi auguro che gli atti di indirizzo votati all’unanimità lo scorso anno siano rispettati. Nel merito prevedevano l’abolizione o diminuzione della tassa sul passo carrabile, una rimodulazione della Tosap per consentire di occupare il suolo pubblico per 12 mesi all’anno e prevedere incentivi economici per i più virtuosi nella raccolta differenziata.
In ultimo una considerazione scomoda, ma necessaria è relativa al ruolo del primo cittadino. L’effetto positivo dell’arrivo a Palazzo delle Laudi della freschezza e umanità di Franco Polcri appare se non terminato, molto attenuato. L’impressione è che il Sindaco faccia fatica a tenere a bada i propri assessori e che sia in difficoltà nel coordinamento tra loro. Per usare un termine che possa rendere l’idea della situazione è che Polcri in questo contesto appare stanco e sicuramente demotivato rispetto ai primi mesi della sua esperienza amministrativa. In questo le continue polemiche dentro la maggioranza, i precari equilibri politici, i giochetti che si ripetono, è probabile che lo abbiano messo duramente alla prova.
Un elemento positivo in questo 2007 appena concluso c’è stato. Sembra che di fronte alle forti divergenze in seno alla maggioranza consiliare, le due minoranze riescano a superare le prove di dialogo e si candidano ad un coerente e unita opposizione. Le lacerazioni del 2006 non possono essere archiviate in pochi mesi, ma almeno su importanti argomenti del dibattito politico, Partito Democratico e Sinistra riescono ad opporsi e proporsi con posizioni unitarie. Magari la speranza di elezioni comunali anticipate a prima del 2011 potrebbe far accelerare il percorso di unità nell’Unione.
Un soggetto unitario per riaffermare i valori della Sinistra
È nata anche in Valtiberina “La Sinistra – L’arcobaleno”. L’iniziativa, portata avanti dai partiti della Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani e dei Verdi, dal movimento “Sinistra Democratica” e da tante altre realtà associative e singoli individui, è la concretizzazione del percorso unitario portato avanti nella nostra vallata con vari incontri tenuti negli ultimi mesi, e trova riferimento a livello nazionale a seguito dell’Assemblea Generale della Sinistra e degli Ecologisti svoltasi a Roma l’8 e il 9 dicembre 2007.
La nuova formazione è aperta alla partecipazione attiva del popolo della Sinistra e delle persone di tutta la Valtiberina che sentono il bisogno di una Sinistra unita e organizzata, che possa portare avanti un’azione politica concreta, capace di rappresentare i valori della Sinistra e fare fronte al disastro sociale provocato dalla globalizzazione liberista.
Riaffermando il valore e la dignità del lavoro contro la precarizzazione della vita, promuovendo la giustizia sociale e la salvaguardia dei beni primari, sostenendo una politica di pace tra i popoli.
Considerato che il Consiglio Comunale è l’organo di indirizzo politico del Comune ed approva il bilancio di previsione, il sottoscritto presenta la seguente mozione per permettere ai Consiglieri Comunali di poter dibattere sul più importante argomento della vita di un ente locale.
Considerato che ad oggi ancora non è di conoscenza del Consiglio alcuna bozza di bilancio di previsione 2008, e che quindi il Consiglio Comunale potrà aiutare la Giunta Esecutiva nel costruirla.
Visto il forte aumento della pressione fiscale che i cittadini di Sansepolcro hanno subito durante questo anno che ormai volge al termine.
Il Consiglio Comunale di Sansepolcro raccomanda alla Giunta Esecutiva che nella predisposizione della bozza di bilancio preventivo 2008 non vengano in alcun modo previsti aumenti di imposte e tariffe comunali se non da obbligatori adempimenti legislativi.
di Guido Guerrini
Ho presentato con una certa urgenza un ordine del giorno relativo alla nuova situazione della viabilità nel centro storico. Urgenza perché mi è sembrato saggio discuterne nel prossimo Consiglio Comunale del 29 novembre, due giorni prima che entrino in vigore le norme previste per il primo dicembre. Ribadisco che l’argomento è stato appena sfiorato dal Consiglio Comunale e merita sicuramente un approfondimento e per questo ho chiesto un Consiglio Comunale aperto da fare entro 15 giorni. Per problemi (reali e non politici) di indisponibilità dell’Assessore Mancini mi è stato proposto un rinvio dell’argomento che di fatto sarebbe poi superato dall’entrata in vigore del provvedimento. In città c’è sicuramente un forte fermento sull’argomento e tengo a precisare che alcune delle novità introdotte mi sembrano interessanti, mentre altre mi lasciano perplesso in particolar modo il mancato coinvolgimento di residenti e commercianti nelle scelte.
A questo proposito rileggo una parte del programma elettorale di Franco Polcri: “Procureremo incontri con gli abitanti e i commercianti del centro storico, chiederemo loro consigli e suggerimenti per giungere possibilmente a soluzioni concordate, soprattutto al regime del traffico, dei parcheggi e dei mercati, sulle zone di sosta degli autobus turistici, oltre che sugli utilizzi delle aree pubbliche”.
E’ con questo spirito e per mantenere, almeno in questo periodo un poco di pace sociale, che propongo di rinviare il mio ordine del giorno, ma allo stesso tempo chiedo che le norme che dovrebbero entrare in vigore in dicembre, slittino almeno al 7 gennaio. Forse così se non scoppierà proprio la pace, almeno ci sarà una tregua.
Resto allibito dal comunicato di Viva Sansepolcro dal titolo “Ulivo e Rifondazione non vogliono il secondo ponte”. Allibito perché chi lo ha scritto elenca una serie di falsità che denotano o malafede o il non avere minimamente ascoltato le posizioni emerse proprio in quel consiglio comunale. Il riportare false notizie comincia ad essere una fastidiosa moda nel relazionare le posizioni politiche che emergono nella nostra città dove da parecchio tempo si preferisce titoloni clamorosi invece che spiegazioni convincenti. Del resto un consigliere di Viva Sansepolcro aveva messo in guardia le minoranze che spiegare ai cittadini il perché di un voto contrario a quel progetto non sarebbe stato semplice. Risposi che avrei spiegato il perché ai cittadini esattamente come feci in quel consiglio comunale. Feci un lungo comunicato stampa dal titolo “Un Altro Ponte è Possibile” dove spiegavo con chiarezza la posizione del mio gruppo consiliare. Anche dal verbale della discussione in consiglio, nonostante la sintesi degli interventi riportati, é possibile comprendere le posizioni delle minoranze e ribadire l’assoluta falsità del comunicato stampa di Viva Sansepolcro.
Riassumento brevemente:
- Rifondazione e la coalizione “Un Altro Borgo è Possibile” hanno nel proprio programma elettorale (così come l’Ulivo per la città ideale)la previsione del secondo ponte sul Tevere quindi non può essere accusata di essere contraria al ponte.
- Abbiamo chiesto di ripartire da dove si era fermata la Giunta Ugolini, riprendere il dialogo già aperto con il Presidente della Regione Claudio Martini e con l’Anas per valutare una loro partecipazione all’opera e alleggerire la spesa del nostro Comune.
- Non ci piace il Project Financing proposto dall’assessore Frullani che consegna quasi 5 milioni di euro in mano a privati in beni (Poggio alla Fame?, terreni comunali in collina?, palazzi comunali?) e/o servizi (Cimitero creandoci sopra utili mettendo personale precario o sottopagato? illuminazione pubblica?, Rifiuti? O cosa altro rimane da privatizzare dove un privato possa guadagnare?).
- La soluzione di Via Banchetti non ci appare la migliore visto che lascierà inalterata la difficoltà di avvicinamento al centro storico. La controproposta è un ponte nell’asse Gricignano-Trebbio che alleggerisce la viabilità esistente permettendo di percorrere meglio la città anche in senso longitudinale.
Prendendo atto che una parte della maggioranza è vittima di allucinazioni auditive, alle quali si può comunque porre rimedio attraverso il riascoltare la registrazione del Consiglio Comunale del 25 ottobre, colgo l’occasione per rilanciare pubblicamente l’idea che mi è stata già bocciata dalla maggioranza che governa Sansepolcro, forse per paura che alternative credibili alla proposta di progetto possano ritardare i tempi e non permettere di inaugurare il ponte per le prossime elezioni amministrative.
Propongo alle altre forze politiche di minoranza e comunque a tutti gli interessati anche al di fuori del centrosinistra di organizzare come Gruppi Consiliari e forze politiche dell’Unione una conferenza pubblica sul tema del secondo ponte sul Tevere, con lo scopo di contribuire attraverso il coinvolgimento di Anas Toscana e Umbra, Province di Arezzo e Perugia, Regione Toscana e Umbra, comuni limitrofi (tra i quali Citerna che ha recentemente realizzato un ponte sul Tevere riuscendo a finanziarlo quasi completamente con contributi di enti superiori) e categorie economiche con lo scopo di valutare tutte le possibilità di realizzare il ponte con strumenti economici diversi dal Project Financing e su ipotesi di tracciato più utili alla collettività.
Ennesima lunga e impegnativa seduta del consiglio comunale di Sansepolcro; l’animato dibattito si è sviluppato non tanto sulla necessità di un secondo ponte sul Tevere, questione su cui tutti sono concordi, quanto su dove costruirlo e come finanziare l’opera.
L’Assessore ai lavori pubblici Marco Frullani ha presentato in consiglio una relazione tecnicamente ineccepibile, con proposte che il sottoscritto non ha condiviso. Nello specifico si può riassumere la tematica dividendo tra merito e metodo.
Questione di Merito, ovvero l’ubicazione del ponte
La proposta dell’Assessore Frullani prevede la nascita del secondo ponte all’altezza dell’ex passerella di Via dei Banchetti, potenziando la viabilità già esistente tra Porta del Ponte e il Tevere e superato il fiume proseguire con la viabilità già prevista nella zona industriale. Il ponte risponderebbe a tutti i requisiti di sicurezza compreso collegamento pedonale e ciclabile. Costo di massima del progetto 4,8 milioni di euro.
Non concordo con l’ubicazione del ponte poiché non lo ritengo nella posizione più utile per la nostra città. Credo che non sarebbe di supporto alla penetrazione nel centro storico a causa della difficoltà di raggiungere Porta del Ponte dal Foro Boario (via Scarpetti); ritengo che, ovviamente, snellisca il traffico sul primo ponte, ma continui ad ingolfare la zona della città compresa tra la Stazione, Porta Fiorentina, e via del Prucino.
Ipotesi alternativa: Durante i pochi mesi dell’amministrazione Ugolini, era emersa la possibilità reale di uno spostamento dell’uscita di Sansepolcro della E45 verso il Trebbio, per averla a ridosso della futura barriera di pedaggio dell’autostrada. Conseguenza immediata la riduzione del traffico sul primo ponte, una viabilità di collegamento finanziata dall’ANAS e così pure un collegamento alternativo con San Giustino che nel frattempo perderebbe l’uscita della E45 (a causa dell’autostrada). Gli enti locali umbri dovrebbero costruire una viabilità alternativa per collegarsi alla nuova uscita, regalandoci un nuovo collegamento stradale con la stessa Umbria. Il Risultato sarebbe un nuovo ponte nell’asse Gricignano-Trebbio che collegherebbe la zona industriale alla nuova uscita della E45 alleggerendo del tutto il transito pesante a ridosso della città e permettendo a tutti coloro che vanno da Anghiari a San Giustino (per capirsi) di evitare di attraversare il centro della città. Possibile a questo punto anche il contributo economico della Regione Toscana, già discusso col Presidente Martini dalla vecchia amministrazione comunale.
Questione di Metodo, ovvero il Project Financing
La proposta dell’Assessore Frullani è finanziare l’opera attraverso un nuovo strumento finanziario. Tale possibilità prevede che un soggetto privato ci realizzi e ci consegni entro un determinato tempo il ponte e la viabilità “chiavi in mano”. Al soggetto privato spetterebbero come compenso beni e servizi comunali che dovranno poi essere individuati. Il tutto avverrebbe attraverso un bando pubblico e regolare gara. Esempio: un privato ci costruisce ponte e viabilità in cambio di beni (potrebbe essere il “Poggio alla Fame” o terreni comunali) e di servizi per alcuni anni (potrebbe essere la gestione del cimitero, della pubblica illuminazione, dei rifiuti, della pubblicità o altri servizi di rilevanza economica). L’Assessore ha assicurato che non ci sono scelte già fatte sui beni e i servizi e che comunque tale decisione passerà dal consiglio comunale.
Non concordo di cedere ulteriori servizi comunali a privati. Questa amministrazione si dovrebbe impegnare a riprendersi alcuni servizi già ceduti in passato (acqua e non solo). Sui beni comunali da cedere per finanziare l’opera non ho pregiudizi, ma credo che la Giunta non possa fare il bando fino a quando il consiglio non li ha individuati.
Ipotesi alternativa: Nell’ipotesi da me formulata sopra (questione ANAS), i costi dell’opera e della viabilità sarebbero apparentemente superiori, ma se si considera il possibile investimento della Regione e dell’ANAS, i costi a nostro carico potrebbero scendere e consentirci di finanziare il ponte attraverso formule classiche come un’asta al rialzo per vendere una proprietà comunale e un’asta al ribasso per appaltare i lavori oppure valorizzare i terreni comunali nei prossimi strumenti urbanistici cercando di farli rendere di più attraverso possibili lottizzazioni sui terreni stessi.
Questo esempio potrebbe essere utile anche per il ponte in via dei Banchetti, qualora si rinunciasse al Project Financing. In consiglio comunale mi è stato risposto che si allungherebbero i tempi e si andrebbe oltre l’inizio del 2011. Condivido che sulla questione ponte ci sia urgenza, ma se invece che tre mesi prima delle elezioni avremo il ponte tre mesi dopo, non credo sia un problema enorme.
Conclusione: ho proposto in consiglio comunale di fare entro pochi giorni (massimo un mese) una conferenza di servizi per capire se ci sono condizioni economiche favorevoli per un progetto alternativo di attraversamento del Tevere (quello dell’asse Gricignano-Trebbio) e in caso contrario di valutare possibili miglioramenti alla proposta Frullani. Ho pensato ad un dialogo con la Regione Toscana, Provincia di Arezzo, l’ANAS toscana e umbra, gli enti locali umbri interessati e in particolar modo il comune di Citerna, che recentemente ha costruito un ponte sul Tevere con un progetto apparentemente più economico del nostro e con finanziamenti da provincia e regione. La mia proposta è stata supportata dal centrosinistra mentre il centrodestra e viva sansepolcro hanno preferito andare avanti sulla proposta presentata dalla Giunta. Ho respinto gli appelli alla ricerca di un voto unanime da parte della maggioranza, poiché il consenso si costruisce attraverso tutti gli approfondimenti possibili e non solo sulla proposta dell’amministrazione. Credo che il dibattito sull’argomento non finisca qui.